Percorso

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L'altra sera sono stato in pizzeria con degli amici. Tra una discussione e l'altra ho notato una cosa curiosa, l'ho notata osservando anche gli altri tavoli attorno a noi: ogni persona ha una tecnica diversa con la quale affrontare la propria pizza, metodi affinati con l'esperienza, diverse aspettative, approcci per tagliarla e mangiarla; addirittura, dopo il mio solito viaggio mentale, ho notato che la serata a base pizza si può sezionare in 2 momenti chiave: l'ordinazione e la degustazione; e mi sono assolutamente convinto che i mangiatori di pizza si possano dividere in categorie ben precise Quando si ordina la pizza infatti c'è sempre al proprio tavolo almeno uno di questi individui:

L'ABITUDINARIO - Ha preso una volta una pizza semplice, tipo al prosciutto, gli è piaciuta e da allora ordina sempre e solo quella. Gli amici ci hanno provato a suggerirgli allettanti alternative ma lui, terrorizzato inconsciamente dall'idea di non rimanere soddisfatto non ha mai ceduto alla curiosità. L'abitudinario è un insicuro che affronta la pizzeria aggrappandosi alle poche certezze che ha, la pizza al prosciutto non lo ha mai tradito, perché dovrebbe farlo proprio questa volta? Il motivo per il quale la sua scelta ricade su di una pizza molto semplice è presto detto: quando mai potrebbe capitare che un locale finisca un alimento così indispensabile ed il cameriere ci inviti ad ordinare qualcosa d'altro? Mai.....Se si sa costruirle, la vita è fatta di certezze...

L'INDECISO - Al contrario dell'abitudinario, l'indeciso è trasparente. Le sue insicurezze vivono alla luce del sole e si manifestano continuamente in ogni situazione vissuta. L'indeciso è sempre l'ultimo ad ordinare, perché si perde in una scelta impossibile mettendo sullo stesso piano 5-6 pizze diverse; lui le vorrebbe assaggiare tutte ma non può... allora, preso dall'ansia, con il cameriere che lo fissa immobile facendogli capire "Sbrigati ad ordinare! Ci manchi solo tu, stronzo!" lui spara una pizza a caso che solitamente non è mai una di quelle valutate. Anzi, capita che sia proprio quella che gli faceva più cagare di tutto il menu... "Che merda, questa!" aveva esclamato leggendone qualche minuto prima gli ingredienti.

 

IL SALUTISTA - Di solito riconducibile ad una figura femminile ma non necessariamente, il salutista è perennemente a dieta. Lo vedi scorgere rapidamente il menu per assicurarsi di trovare la solita pizza che consumano i salutisti come lui: quella alla rucola (o alle melanzane, o con qualche verdura in generale).Il salutista vive nella assurda convinzione che aggiungendo della verdura insapore ad una pietanza qualsiasi tutto d’un tratto questa perda inspiegabilmente calorie. Ora, ogni volta mi dico: ma cazzo, se sei a dieta ti potevi prendere una “pomodoro senza mozzarella” o mal che vada una “margherita”, non una “margherita con l’aggiunta di rucola”; a casa mia, per quanto poco calorica sia la rucola è sempre più calorica di una “mancanza di rucola”, accidenti! Misteri del salutismo…

L’INVENTORE – Anche con davanti agli occhi un listino contenente 15 pagine di pizze diverse, l’inventore non ne trova una che lo soddisfi. A quel punto inventa la sua pizza personale elencando al cameriere gli ingredienti uno dopo l’altro sul momento. Alla fine della estenuante lista il cameriere solitamente sentenzia: “Ah, ma bastava dire ‘una quattro stagioni con aggiunta di bufala’!” e l’inventore “Non so, le ripeto bene gli ingredienti” e glie li ripete di nuovo in una girandola terribile di palle tritate.

IL PIGRO – Come l’inventore costruisce la sua pizza direttamente al momento di ordinarla al cameriere, con la piccola differenza che lui, per non perdere tempo inutile, non si accerta della presenza o meno del suo tipo di pizza all’interno del menu. Lui il menu nemmeno lo apre, qualche volta, se va bene, lo usa per sventolarsi un po’ il viso… Automaticamente il cameriere (bestemmiando dentro di lui) si inserisce nel dettato e fa notare: “Guardi che mi sta ordinando una ‘Mari e monti’!” , “Bravo, proprio quella!” gli risponde il pigro. “Ma vaffanculo” gli risponderebbe volentieri il cameriere…

LO SPERIMENTATORE – E’ il classico tizio che sa sempre sorprenderti. Per lui la vita va goduta in ogni più piccola parte e ordinare ogni volta pizze simili sarebbe una rinuncia in questo senso; ridurrebbe il numero di nuove esperienze che la ruota della esistenza gli ha dato l’opportunità di provare.
Così un giorno ordina una “prosciutto e funghi” e l’altro una “salame piccante” poi la sera seguente una “quattro formaggi” e il lunedì dopo una “capperi e acciughe”… fino a che non ha finito il menu… oppure fino a che il menu non ha finito lui…


IL “CHE MI FREGA” – E’ venuto in pizzeria solo per sparare due cazzate tra amici, della pizza gli frega poco, anzi, diciamo pure nulla. E poi è un facilone, gli va sempre bene tutto, dalla merda alla cioccolata. Quindi quando si trova davanti il cameriere esordisce solitamente con frasi di questo genere: “Fai tu amico” oppure “Cosa mi consigli? Ecco quella roba lì va bene” oppure “Di al cuoco che ne inventi una delle sue” oppure, ancora più terribile “Portami quello che c’è…
Il cameriere pensa “cazzo vuol dire portami quello che c’è? Vuoi che ti porti tutta la roba che ho in cucina testa di minchia arrossata?” poi, deglutita la rabbia, insiste nel fargli per forza scegliere qualcosa e liberarsi così dalla responsabilità. Il “cazzo mi frega” però non sceglierà. È sempre il cameriere a farlo per lui dopo un’estenuante tiritera. La pizza scelta alla fine è, per casualità, sempre la meno conforme ai gusti del “cazzo mi frega” che, una volta visto il suo piatto, è solito sentenziare frasi come questa: “Ecco, vatti a fidare, mi hanno portato la più schifosa… quella che non vendono mai a nessuno!

IL GIGANTISTA
 – E’ il fenomeno della situazione, se c’è una cosa lui la vuole sempre più grande degli altri, o più grossa, o più sostanziosa, o più costosa, o più di più, o più di più di più… di più, insomma. Ci sono a ben vedere diversi tipi di “gigantisti”: quelli che si esaltano a mangiare pizze di circonferenze sempre più mastodontiche, che al momento dell’ordinazione concludono con la fatidica frase “può stirarmela per favore?” oppure “la fate anche gigante?” (di solito si vedono foto di questi tizi appese ai muri dei locali dove sono intenti a tagliare pizze grandi come ruote di camion, che fuoriescono perfino dal tavolo) Ci sono quelli che si fissano sull’aggiunta di ingredienti “Con doppia mozzarella di bufala, grazie”, o “Con tanto prosciutto, mi raccomando!” ; e infine ci sono quelli che esagerano sia in grandezza che in quantità: “fammela più grande e più piena che puoi, che sto già godendo…” (frase che dovrebbero evitare di dire le ragazze ovviamente)

IL SAZIO – E’ un classico, arriva in pizzeria affamato, roba da crampi allo stomaco, si siede insieme agli altri ed inizia ad aspettare che qualche cameriere si decida a prendere le ordinazioni. Il cameriere tarda come al solito ad arrivare; finalmente si presenta, ma era solo per portare i menu, e scompare di nuovo. E’ in quel momento che ‘il sazio’, preso da incontrollabili crisi di fame, fa l’errore che gli costa la serata: nota il cestino di grissini adagiato proprio di fronte a lui e comincia a sgranocchiarne un po’… Tra una chiacchiera e l’altra ne mangia qualcosa come 13/14 pacchetti, lasciando sulla sua porzione di tavolo un cimitero di carta sbrindellata e informe (nessuno è mai riuscito a radunare le confezioni di grissini in un piccolo spazio, appena appoltigliate esse si rigonfiano a memoria di forma, prese come da vita propria). Così, al momento dell’ordinazione, questo personaggio è già bello che satollo e non sa decidersi su che pizza prendere… a dirla tutta, della pizza, lui farebbe volentieri a meno… si butta allora su qualcosa di semplice, tipo una “margherita”. La cosa triste è che sognava dal pomeriggio di prendersi una “peperoni e salsiccia”…

IL CONTESTATORE – Vede tutto nero. Per lui la pizzeria dove si sta passando la serata è sempre la peggiore che si poteva scegliere; e sicuramente mangerà una pizza ignobile; e forse sarebbe meglio prendere un bel primo invece della solita pizza, però se è solo lui a prenderlo poi si sente un asociale e allora magari è meglio la solita pizza; che tanto è un posto di merda quindi anche il primo avrebbe sicuramente fatto cagare; non come la pizza ovviamente, ma tutti vogliono la pizza, quindi… e poi anche le persone che frequentano il locale hanno un non so che di losco. Il “contestatore” è demotivato ancora prima di ordinare e, anche quando si trova poi ad assaggiare il piatto più buono della sua vita, per orgoglio e spirito di contraddizione riesce a trovargli difetti incontestabili: “sembra ottimo ma prima, mentre andavo al bagno, ho visto il cuoco che starnutiva nell’impasto!
E pensare che quando si propone “In che pizzeria andiamo ragazzi?” il “contestatore è il primo a rispondere “Fate voi, a me va bene tutto…

Fonte: MELEMARCE.COM

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