Percorso

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IL CIRCUMNAVIGATORE

E' vittima della sua inviolabile morale; morale che trova fondamento nel famoso detto ‘prima il dovere poi il piacere'. Quest'individuo, convinto che la parte più buona sia quella centrale, mangia la pizza tagliandola concentricamente, con un andamento a spirale, in modo da cibarsi mammano delle parti più esterne (meno apprezzate) e arrivando a godersi per ultimo il morbido nucleo di mozzarella e condimento. Il problema di questo metodo è che si arriva a mangiare l'ipotetica parte migliore quando è fredda o peggio ancora quando si è già sazi. Di conseguenza è raro che il ‘circumnavigatore' riesca a finire la sua pizza, spesso lo si vede guardare con aria frustrata l'ultimo pezzetto tanto desiderato che rimane ignobilmente a giacere nel piatto.
Il suo palato lo vuole ma il suo stomaco, ormai pieno, lo rifiuta

IL GEOMETRA

Prima il piacere... Divide la pizza in precisi spicchi triangolari che partono dal centro e si allargano fino al bordo. Dopodiché, servendosi con le mani, inizia a gustarsi il tutto. Lo si può riconoscere anche a cena terminata perché il suo piatto è ricolmo della mozzarella scivolata dalla punta di spicchi troppo lunghi per riuscire a sostenerla. Per questo motivo, in molti casi il ‘geometra' si riduce a mangiare la pizza in due momenti diversi: nel primo lotta mostruosamente (in bilico modello giocoliere) tentando al volo di ingoiare fetta e condimento, nel secondo raccoglie con la forchetta i pezzetti che ha sparso irrimediabilmente per piatto e tavola. Senza contare che il primo morso che fa è solitamente sulla parte centrale della pietanza, nota per avere una temperatura media al momento dell'arrivo in tavola di circa 7000° fahrenheit. Fateci caso, il primo della serata che grida "cazzo, brucia!" è proprio il ‘geometra', che anche questa volta si è mangiato palato e mozzarella tutti e due sciolti insieme...

L'ARCHITETTO

Razionale senza successo... Ha dentro di se l'approccio ereditato dal ‘geometra' unito allo stile di vita del ‘circumnavigatore'. La sua maggiore conoscenza tecnica gli permette di escogitare un metodo intermedio tra i due precedenti: incide circolarmente la parte centrale (che terrà golosamente per ultima) e da quella fa partire gli spicchi fino al bordo (i primi ad essere consumati). Quello che potrebbe apparire il metodo più ragionato ha come risultato l'accumularsi dei difetti di entrambi i precedenti approcci: pizza fredda al centro (con eventuale sazietà prematura) e bocconi di magma iniziali. L'architetto' comunque, da ‘architetto' quale è, sa benissimo che non è sempre facile unire pratico ed estetico.

LO SMINUZZATORE

E' un precisino. Non si separa mai dalle sue amate posate che gli permettono di tenere sempre mani pulite e profumate. Lo ‘sminuzzatore' consuma la sua pizza tagliandola a pezzettini come fosse una bistecca: un pezzettino e un boccone, un altro pezzettino e un altro boccone, e così via... Alcuni ‘sminuzzatori' si possono classificare sotto due ulteriori categorie: Quella dello ‘sminuzzatore selezionatore': con precisione chirurgica opera sulla pietanza eliminando le parti che non gradisce (c'è sempre, anche una cosa microscopica, che lui non gradisce), tipo il grasso dal prosciutto crudo, gli angoli appena appena bruciacchiati di crosta, il pomodoro un po' troppo scuro del solito. La sua ansia cronica gli impedisce di godersi la vita fino in fondo: anche le cose belle avranno comunque un però. "Bella la macchina nuova, però ha un disegno di 3 cm sull'angolo del cruscotto che proprio non riesco a sopportare! Anzi, lo odio! Lo odio cazzo!" E quella dello ‘sminuzzatore incredibile Hulk': Tanto perfetto quanto represso, taglia la pizza con una violenza tale da incidere addirittura il piatto sottostante (il suono che ne esce è molto simile all'incedere di una fresatrice... si racconta che un tipo sia riuscito a fare le scintille una volta); vittima di un inconscio desiderio di distruzione totale globale spaziale tagliuzza il cibo per evitare di tagliuzzare un suo odioso vicino di casa... o il suo capo... o sua moglie... o voi per esempio

IL PANINARO

Convinto da anni che la quantità sia di gran lunga meglio della qualità, il ‘paninaro' punta soprattutto a riempirsi il più possibile la bocca. Da vero buzzurro piega l'intera pizza in due e se la mangia come fosse una piadina gigante. Gran parte del condimento rischia di scivolare dal basso direttamente nel piatto ma velocità di esecuzione, rapidi colpi di lingua e addentate a 360 gradi tendono a limitare il danno. Per lui rinunciare alla respirazione per la smodata presenza di cibo tra lingua e esofago è sinonimo di apprezzamento della pietanza, poi fa un rutto e amici come prima. Se è in serata poi, ruttando riesce pure a dire ‘caauohhmerierhhhe un'auhhlltraahh!'

IL MACIULLATORE

E' il classico personaggio a cui non fa schifo niente, quello che al ritorno da un concerto dorme a bocca aperta sul pavimento della stazione a Milano, quello che gli cade dalla bocca la gomma e lui la raccoglie da terra per rimasticarla, quello che va al bagno e non capisci come fa ma risolve anche se non c'è la carta igienica... lui insomma...
Il ‘maciullatore' strappa letteralmente con le mani brandelli di pizza portandoli appoltigliati alla bocca, intanto ride e scherza, fa battute col tavolo di fianco, racconta la sua vita. Il tutto coreografato dal pomodoro che gli dipinge guancie e naso, con i pezzetti di condimento incastrati tra le dita e sui denti. Tu vorresti sorridere per quello che dice ma il tuo stomaco, all'ennesimo pallino masticato che ti arriva sulla camicia (frutto di una maledetta ‘esse' alla Silvio Muccino) ti prende a pugni da dentro e ti costringe a voltarti da un'altra parte. "Ehi, ma mi stai ad ascoltare cazzone!?" Grida il ‘maciullatore'

IL "COME MI GIRA"

Della serie ‘la vita va presa come viene' il ‘come mi gira' non ha tattiche o schemi per affrontare la pizza nel piatto. Un po' la taglia a spicchi, un po' la sminuzza, un po' la piega a panino... non ha mai saputo cosa voleva e le tenta sempre e comunque tutte, sia per sentirsi a posto con la coscienza sia perché odia rinchiudersi in stereotipi. Non sai mai cosa aspettarti da lui: massima formalità alla cena ‘maialata' organizzata con gli amici, oppure rutto violento in faccia al suo capo alla cena d'affari dell'azienda

LA TUA RAGAZZA

"Scusa Amore, mi fai sentire un pezzetto della tua?"

Fonte: MELEMARCE.COM

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